Digital BrokerDigital Broker for Children a favore dei bambini profughi tibetani in India.

Dickey Larso, nei pressi di Bylacuppe, è uno stanziamento di profughi tibetani fuggiti in India in seguito all’occupazione cinese della loro terra, a cui il governo indiano ha offerto ospitalità e rifugio.

Il Presidente di Digital Broker for Children si è recato personalmente nei primi giorni di febbraio a Dickey Larso per portare gli aiuti materiali e la solidarietà morale di tutti i collaboratori, manager, direttori dell’azienda Digital Broker. Ancora una volta la generosità dei collaboratori aziendali ed i sistema di solidarietà sociale della azienda hanno portato al risultato di aiutare concretamente una realtà bisognosa e delicata, insediata in Paese lontano, a volte poco ospitale.

E’ un piccolo agglomerato di edifici di “servizio” (ufficio amministrativo, negozio, laboratorio artigianale, cooperativa di gestione macchine agricole) e…scuola che servono i vari villaggi sparsi intorno. La prima scuola, sulla strada principale, è quella materna gestita totalmente dai tibetani, mentre quella elementare è posta poco dopo e benché sia a cultura tibetana, ha “il capo” designato dalle autorità indiane. Naturalmente vi è anche il monastero che funge anche da scuola religiosa e tenta di preservare la tradizione del buddismo. Il centro religioso più importante, tuttavia, è ad una decina di chilometri con alcuni imponenti monasteri che sono molto vissuti e frequentati dai tibetani e dai buddisti indiani, a differenza di ciò che accade nella terra di origine in Tibet dove, sotto i colpi della “modernizzazione” voluta da Pechino i monasteri languono in semi abbandono.

Molti bambini sono di fatto “orfani” perché inviati di nascosto in India dai propri genitori od altrimenti partoriti in India da madri che hanno rischiato la vita per farli nascere al di là del confine a causa di una legge cinese che non vuole più di un figlio per famiglia. La mancanza di una famiglia e di un riferimento affettivo rende questi bambini psicologicamente più fragili e la mancanza di mezzi li avvicina pericolosamente all’emarginazione.

Nei campi si coltiva il mais ed un poco di riso; nei laboratori artigianali uomini e donne battono e filano la lana mentre ai telai, tra un groviglio di fili, mani esperte creano le trame di tappeti che risultano di fattura gradevole. Si fabbricano anche i bastoncini di incenso e altri monili di metallo che permettono alla comunità di sopravvivere in una povertà dignitosa.

Nello “stanziamento” frotte di bambini ci attorniano, incantandosi davanti alle nostre facce da occidentali, viste da vicino. La loro istruzione è un punto fondamentale della azione che i tibetani promuovono per offrire alle nuove generazioni la possibilità di un futuro migliore che non sotterri la loro cultura e tradizione. Purtroppo i fondi per la scolarizzazione dei tibetani sono totalmente insufficienti e il governo indiano stanzia solo una parte delle risorse necessarie, per cui le scuole sono spesso frutto di donazioni di enti e associazioni estere sensibili al problema tibetano.
Istruzione e agricoltura sono stati, dunque, i contenuti dell’intervento solidaristico di Digital Broker for Children nel campo profughi tibetani, mettendo a disposizione i fondi raccolti nel 2011.

L’intervento si è articolato su due filoni: a) una trebbiatrice per il mais che allevia le immani fatiche degli agricoltori e rende più efficiente la lavorazione in modo che le famiglie possano giovarsi di un reddito superiore ed aiutare la comunità a far studiare i suoi giovani; b) un programma alimentare per la scuola materna attraverso il quale ogni giorno, per l’intero anno, i piccoli possano avere una razione di latte e di frutta da mangiare a mezzogiorno.


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