La nuova generazione di telefoni ha modificato il mondo della fotografia, rinnovandola.
L’anno più brutto per il mercato della fotografia è stato il 2012; ma i primi segnali si erano già avvertiti nel 2008, con la comparsa dell’iPhone sui mercati e il primo vero calo delle ordinazioni a livello mondiale. Secondo alcune ricerche, tra il 2006 e il 2011 il mercato delle fotocamere digitali ha perso circa un terzo del suo valore complessivo.
Tutto questo ha spinto i grandi produttori della fotografia digitale verso nuovi orizzonti: infatti dalla fine del 2012 sono apparse le prime fotocamere compatte con funzioni di connettività dati; i consumatori vogliono essere in grado di caricare le foto sui social network direttamente dai dispositivi. La vendita di compatte tradizionali è scesa quasi della metà (48%) tra il 2012 e il 2013 e nello stesso anno sono stati venduti circa 750 milioni di smartphone, sempre più competitivi sul lato imaging con funzioni sempre più avanzate tanto da non invidiare nulla alle compatte di fascia bassa.
I big del settore, per correre ai ripari, hanno cominciato a differenziare l’offerta con fotocamere in grado di connettersi al Wi-Fi e dialogare con smartphone e tablet, puntando su dispositivi con servizi web e funzioni social.
Secondo le ricerche infatti i produttori devono scommettere ed investire su nuovi servizi web da offrire ai consumatori, in grado di gestire e condividere le foto ed i video ripresi o cercare di sviluppare funzionalità per sperare di mantenere vivo l’interesse dei consumatori verso questi prodotti: questo perchè ormai, grazie all’avanzamento dei processi tecnologici, la qualità delle immagini prodotte dai telefonini ha raggiunto un livello tale da non consentire ai consumatori di distinguere in modo netto la differenza con le foto scattate da macchine digitali e videocamere. Le macchine fotografiche compatte di fascia bassa che non hanno evidenti caratteristiche che spiccano, saranno spazzate via dal mercato.
Ecco come la fotografia diventa arte di comunicare, di mettere in contatto: la relazione tra network e fotografia è ormai di uso comune; il riscontro immediato del digitale porta con sé una serie di spunti utili a capire come il linguaggio e il messaggio fotografico siano in evoluzione e cambino in relazione agli sviluppi tecnologici e socioculturali.
Basti pensare ad Instagram, un “modo veloce, meraviglioso e divertente di condividere la tua vita con gli amici attraverso una serie di immagini”.
La velocità quindi e la facilità offerta dai social nel condividere le foto rappresentano un potenziale enorme ma nascondono anche alcuni rischi tra cui la possibilità che le foto possano creare una confusione e una dispersione dei contenuti culturali fotografici veri.
Nel 2013, la parola “selfie” è stata identificata come la parola dell’anno: una moda, un fenomeno culturale, una mania che ha contagiato tutti. E così anche il mercato delle fotocamere; per poter competere si sono infatti trasformate in strumenti perfetti per il selfie. I produttori di macchine fotografiche hanno così introdotto schermi ruotanti di 180 gradi per potersi vedere mentre si scatta.
Altri invece, evitando lo scontro diretto hanno scelto la strada dell’alleanza: quasi tutte le fotocamere attuali sono dotate di connessione wi-fi e si possono connettere con uno smartphone per copiare le foto e condividerle.
Vi sono alcune macchine fotografiche che hanno addirittura due sensori: possono così essere scattate due foto contemporaneamente, davanti e dietro l’obiettivo per mostrare un panorama e l’espressione di chi lo sta contemplando. Si possono così fare selfie di qualità più elevata e condividerli immediatamente con tutti gli amici.
Chissà come si evolverà il mercato della fotografia, uno di quelli che ha dovuto più di altri sapersi rinnovare con l’arrivo delle nuove tecnologie.
E voi cosa ne pensate? Scattate le foto dal vostro smartphone oppure avete una fotocamera digitale?


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