Durante lo scorso T1, svoltosi a Forlì, il presidente onorario Edi Righi ha presentato alla folta platea il nuovo programma umanitario di Digital Broker for Children: “Tell me a story”.

Il progetto realizzerà un parco giochi multiculturale all’interno dell’ospedale della città di Leh. Esso sarà suddiviso in 5 aree (con giochi specifici) che rappresentano i 5 Continenti della Terra ed avrà una area centrale definita Agorà per i giochi collettivi. L’area è indirizzata a rendere più vivibile per tutti i bambini quello spazio sanitario che, comunque, è luogo di dolore e sofferenza. Realizzando un parco giochi per i bambini di lunga degenza si verrà ad offrire ai piccoli ricoverati la possibilità di trascorrere momenti ricreativi e creativi all’interno della faticosa ruotine sanitaria.

Leh è una città dell’India settentrionale con 28.000 abitanti, capoluogo del distretto di Leh e della divisione del Ladakh, nello stato federato del Jammu e Kashmir. La città è posta ad una altitudine di 3.500 metri e viene comunemente definita “piccolo Tibet” in quanto, oltre che per la diffusa pratica del buddismo, essa è diventata un rifugio ospitale per le popolazioni tibetane espulse dal loro Paese, oggi sotto la dominazione cinese.

Ladakh Heart Foundation ha avuto inizio quando casualmente nel 1997 Lama Chogyal, un monaco ora presidente della LHF (incontrato personalmente nel dicembre scorso da Edi Righi), dovette rimanere fermo per settimane a New Dehli in attesa di un visto per la Gran Bretagna. Chogyal decise di fare un uso costruttivo del suo tempo visitando i pazienti ladakhi che erano in ospedale a Dehli.  Questa esperienza ha insegnato a Chogyal due cose fondamentali: a) molte persone ladakhi hanno malattie cardiache prevenibili; b) per i ladakhi era costoso e destabilizzante vivere a Dehli, un paese sostanzialmente straniero, per trovare cure mediche per le loro malattie. Lama Chogyal decise di fare qualcosa. La sua prima mossa fu di consultarsi con i medici del Ladakh per scoprire che cosa si poteva fare. Decise che una prima cosa utile sarebbe stata quella di acquistare grandi quantità di penicillina e di distribuirla ai villaggi insieme a una corretta educazione sulla malattia cardiaca reumatica (RHD) in modo da prevenire la fase acuta della medesima. Poi venne un programma di assistenza sanitaria e di sensibilizzazione per fornire assistenza nei villaggi più remoti. Lama Chogyal trovò, quindi, i soldi per l’acquisto di un veicolo e delle attrezzature ed organizzò uno staff sanitario itinerante ed il programma è decollato, tanto che ancora oggi è funzionante. Poi nacque l’idea di portare cardiologi e cardiochirurghi della All India Institute of Medical Sciences (AIIMS) di Dehli a fare “cliniche estive” nel Ladakh, con sede a Leh.  I medici e chirurghi di AIIMS hanno fornito cure mediche di qualità per i pazienti con malattie cardiache di tutto il Ladakh. Una media di 300 pazienti sono stati osservati ogni estate in queste cliniche. Infine, Lama Chogyal ha creato le condizioni per costruire un ospedale a Leh, specializzato nella fornitura di cure cardiache complete. Il governo del Ladakh ha contribuito con un pezzo di terra; il Dalai Lama ha contribuito con somme di denaro, e tre anni fa, iniziò la costruzione.

Oggi la costruzione è completata, mentre è ancora in corso l’acquisto e l’installazione delle attrezzature mediche. L’ospedale è stato realizzato in economia di mezzi e, seppure incompleto di attrezzature, è già particolarmente affollato. Offrire uno spazio di gioco e per il rilassamento ai bambini ricoverati rappresenta una forma ulteriore di “cura” materiale e psicologica ai numerosissimi bambini che lo utilizzano.

Tutta la concezione del Parco si basa su di una “storia” (da cui il nome “Tell me a story”) in quanto il racconto orale popola l’immaginario di ognuno di noi ed in particolare dei bambini che attingono dalle parole suggestioni ed insegnamenti di grande valore formativo. La parola e le storie costruttive rappresentano l’aspetto unificante e fondativo della crescita e la dimensione fantastica è un elemento di unione che accumuna tutti i popoli della Terra.

Ancora una volta Digital Broker, tramite la sua Onlus, ci insegna come coniugare attività imprenditoriale e beneficenza. Una grande lezione, da applicare alla nostra vita quotidiana.


Be Social, Share!