Un crimine informatico è un fenomeno criminale che si caratterizza nell’abuso della tecnologia informatica; alcuni crimini in particolare sono finalizzati allo sfruttamento commerciale della rete, a porre a rischio i sistemi informativi di sicurezza nazionale.
Nel termine si comprende l’accesso illegale (accesso non autorizzato), l’intercettazione con mezzi tecnici di trasmissioni non pubbliche, l’interferenze di dati (danneggiamento, cancellazione, deterioramento, alterazione o soppressione di dati informatici), l’uso improprio dei dispositivi, la contraffazione o furto di identità) e le frodi elettroniche.
Negli ultimi giorni si parla spesso del cybercrime che nel 2014 ha rappresentato il 60% degli attacchi Internet: gli attacchi informatici gravi aumentano infatti in maniera significativa, quasi raddoppiati rispetto allo scorso anno (36%) e a farne le spese sono soprattutto il settore governativo (26%), i servizi cloud e i social network (12%).
Lo rileva il rapporto Clusit 2014 (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica) che delinea una situazione preoccupante a livello globale, nel mese della sicurezza informatica europea, una campagna dell’Unione Europea supportata in tutti i 27 Pesi membri che si tiene durante tutto Ottobre per promuovere tra i cittadini la conoscenza delle minacce informatiche e dei metodi per contrastarle.
Oltre al cybercrime, tra i fenomeni più significativi emersi nel 2014 c’è la crescita del fenomeno dell’hacktivism, cioè gruppi antagonisti di varia natura che realizzano attività di disturbo sul web, sempre più di estrazione non occidentale.
Dalle ricerche è emerso che l’obiettivo principale degli hacker rimane sempre il furto di dati personali e la violazione di account; in particolare il cyberspionaggio causa perdite sempre maggiori a governi e imprese private. Per contrastare questo fenomeno si pensa al potenziamento di sistemi di sicurezza ma al contempo dove iniziare una seria opera di prevenzione da parte dei governi.
Con l’aumentare della frequenza di reati in materia di sicurezza informatica crescono anche i costi per gestire e attenuare i danni causati dalle violazioni. La perdita economica media per incidenti di cybersecurity in tutto il mondo è stata stimata in circa 2,7 milioni di dollari, il 34% in più rispetto allo scorso anno. Quest’anno vi è stato inoltre un record di perdite: le società che hanno subito danni finanziari superiori ai 20 milioni di dollari sono quasi duplicate. Le aziende sono consapevoli dei seri rischi riguardanti la cyber security: tuttavia sono le imprese più grandi a subire attacchi più frequenti. Grandi società con un fatturato annuo superiore al miliardo di dollari hanno registrato il 44% in più di incidenti rispetto allo scorso anno; le società di medie dimensioni, con fatturati compresi tra 100 milioni e il miliardo di dollari, il 64% in più.
Le grandi aziende sono i bersagli preferiti perché detengono informazioni di maggiore valore: tuttavia con il migliorare delle misure di sicurezza adottate dalle grandi società gli attacchi si concentrano su quelle di medie dimensioni che spesso non hanno ancora adottato strategie efficaci.
Nel contesto italiano, caratterizzato dalla presenza di un gran numero di piccole e medie imprese e da una contrazione della spesa più marcata rispetto ad altri paesi, è ancora più importante per le aziende valutare correttamente i propri rischi, correlati alle possibili minacce, e ottimizzare gli investimenti.
E’ importante proteggersi dal cybercrime per non rischiare di che gli hacker possano violare la propria privacy come è successo agli account di Gmail poche settimane fa in cui sono state rubate 5 milioni di password.
E voi utilizzate password abbastanza sicure?


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