Questa sera il Consiglio dei Ministri è chiamato a varare il piano da 6 miliardi di investimenti per permettere la diffusione della banda larga su tutto il Paese, in accordo con gli obiettivi prefissati dal governo e dall’Europa.
Il piano prevede che entro il 2020 almeno un italiano su due verrà raggiunto dalla fibra ottica nelle case, a 100 Megabit; e tutti avranno banda ultralarga a 30 Megabit. Per raggiungere questo obiettivo anche gli operatori privati saranno chiamati a lavorare in prima linea.
Ma lo switch off dalla rete in rame alla fibra ottica almeno per ora non dovrebbe essere imposto con una scadenza tassativa.
Le misure adottate per accelerare la diffusione della rete veloce potrebbero essere in forma di investimenti diretti ma anche attaverso sgravi fiscali per le società che se ne occuperanno, insieme a fondi speciali per coprire gli investimenti in quelle aree dove il ritorno economico del mercato sarà scarso; anche a un sistema di voucher o contributi a perdere per gli utenti finali potrebbe essere una delle soluzioni al vaglio del governo.
Il Piano è lo sforzo che serve per riportare il Paese ad essere protagonista nel digitale: ecco perché, accanto allo sviluppo delle reti, il governo presenta anche i principali obiettivi di diffusione dei servizi digitali; “Italia login” sarà il profilo online con il quale gli utenti potranno accedere a tutti i servizi pubblici e ricevere o inviare comunicazioni.
Il Sistema pubblico dovrà garantire l’interoperabilità di tutte le Pa con connessioni a banda ultralarga. Si punta inoltre all’obbligo del wi-fi in tutti gli edifici pubblici, comprese scuole ed ospedali.
Chissà se così l’Italia riuscirà a stare al passo degli altri paesi.
E voi cosa ne pensate?


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